Questa sezione, destinata ad arricchirsi costantemente di nuovi contenuti, raccoglie una serie di itinerari realizzati dagli Archivi di Stato, dalle Soprintendenze Archivistiche ma anche da Istituti esterni all'Amministrazione archivistica.
Ciascun percorso è corredato da una scheda descrittiva con un rimando al sito dell'Istituto che lo ha realizzato e contestualmente offre, dove presenti, i collegamenti alle risorse archivistiche descritte nel SAN (complessi, soggetti conservatori e soggetti produttori), agli oggetti digitali presenti nella Digital library, ad una bibliografia di pertinenza, nonché una serie di link di approfondimento. Questi ulteriori strumenti hanno lo scopo non solo di ampliare l'offerta di contenuti ma anche di facilitare l'esplorazione e la conoscenza del patrimonio archivistico.
Vengono così proposti lavori di approfondimento effettuati dagli Istituti archivistici, organizzando in maniera intuitiva i risultati delle ricerche svolte nell'ambito di un progetto con contenuti anche disomogenei tra loro. L’utente è così guidato in itinerari di ricerca tra le fonti conservate negli Istituti archivistici dell’intero territorio nazionale. I percorsi tematici, senza la pretesa di essere esaustivi, rispondono, dunque, all’esigenza di “suggerire” ai lettori una possibile via interpretativa che permetta loro di orientarsi all’interno di una determinata materia ed eventualmente di scoprirne nuovi aspetti.
Il Diplomatico è uno dei complessi documentari che hanno segnato le origini dell’Archivio di Stato fiorentino. Le sue origini risalgono al 1778, quando con innovativo atto di politica culturale il Granduca Pietro Leopoldo avviò la concentrazione delle antiche pergamene sciolte conservate dagli uffici pubblici del Granducato di Toscana, istituendo a Firenze un apposito Pubblico Archivio, nel quale anche i soggetti privati furono incoraggiati a depositare le proprie. Si trattava di una istituzione archivistica di tipo nuovo, forse la prima in assoluto aperta al pubblico anche per finalità di studio e non solo per scopi amministrativi. Al nucleo originario si aggiunsero, durante il periodo napoleonico, le pergamene provenienti dai conventi soppressi di tutta la Toscana e, via via, anche quelle donate e depositate da vari soggetti o acquistate sul mercato antiquario. Tra gli anni ’50 e ’60 dell’800, in seguito all’istituzione degli Archivi di Stato di Pisa e Siena, le pergamene che erano pervenute a Firenze da istituzioni o da privati di quelle città furono trasferite presso i rispettivi archivi, mentre nell’Archivio fiorentino rimasero conservati i relativi spogli.