Forma autorizzata del nome
Filzi, Fabio, Pisino d'Istria, 1884 novembre 20 - Trento, 1916 luglio 12
Filzi, Fabio Francesco Brusarosco (nome di guerra)
Fabio Filzi nasce a Pisino d'Istria il 20 novembre 1884 da Giovanni Battista, insegnante liceale, e da Amelia Ivancich. Inizia gli studi nel 1890 a Capodistria e li continua a Rovereto, dove nel 1892 si trasferisce la famiglia. Consegue la licenza liceale nel luglio 1904.
Nello stesso anno assolve il servizio di leva a Salisburgo (come volontario di un anno), ed è sottoposto ad inchiesta per sospetto favoreggiamento di diserzione; viene congedato come sottotenente di complemento.
Nel 1905 si iscrive all'Università di Vienna, e l'anno successivo passa a quella di Graz. Contemporaneamente frequenta anche, a Trieste, la Scuola commerciale superiore Fondazione Revoltella, ove nel 1909 consegue il titolo di dottore in commercio con la tesi "Equità del diritto penale", pubblicata parzialmente come "Dell'equità. Saggio etico-giuridico" nel primo ed unico numero della rivista studentesca triestina "Foedus" (settembre 1912). Nel 1910 si alurea anche in giurisprudenza, a Graz.
In questo periodo è attivo nelle società studentesche liberal-nazionali, quali la Società degli studenti trentini (di cui è vicepresidente e del cui gruppo roveretano è direttore), la Giovine Trieste, ma anche la Lega Nazionale, e partecipa a scontri con gli studenti tedeschi (a Graz nel 1907). Nel 1909, in seguito alle parole da lui pronunciate al XVI congresso della Società degli studenti a Rovereto, subisce una degradazione militare a soldato semplice.
Dopo la laurea per qualche tempo è impiegato d'ufficio a Trieste presso la Società di navigazione austro-americana Cosulich. Quindi, dopo un breve ritorno a Rovereto (febbraio-aprile 1912), trova impiego a Trieste, nel giugno 1912, presso la Procura di finanza, in attesa di sostenere l'esame per procuratore legale. Le sue credenziali politiche gli creano però difficoltà, e nel gennaio 1913 deve tornare a Rovereto, ove trova impiego presso lo studio dell'avvocato Antonio Piscel, leader del Partito socialista trentino.
Dopo lo scoppio della guerra, il 2 agosto 1914 Filzi parte come soldato semplice per Innsbruck. Dichiarato inabile alla prima linea, pare per disturbi da lui stesso procuratisi, e aggregato a un battaglione attivo nella zona di Predazzo, viene ricoverato all'ospedale di Bolzano e ottiene una licenza di 10 giorni. Durante tale lasso di tempo organizza con alcuni amici la fuga verso l'Italia, che avviene il 15 novembre 1914.
Dapprima a Padova presso uno studio legale, nel febbraio 1915 inizia a collaborare con il Centro informazioni di Verona, guidato da Giuseppe Fiorio e Antonio Piscel, per il quale agisce nella zona della Bassa Valsugana e Ampezzano (per tale attività, scoperta dalle autorità austriche, viene aperto un procedimento per alto tradimento presso il Tribunale provinciale di Innsbruck). Con l'entrata in guerra dell'Italia, il 16 giugno 1915 domanda di essere arruolato nell'esercito italiano. Accolta la richiesta, egli è nominato sottotenente del 6° Reggimento Alpini il 15 ottobre. Nel novembre è a Arzignano ad istruire reclute.
In seguito all'offensiva austriaca del maggio 1916, chiede di passare in prima linea: il 26 maggio, col nome di guerra di Francesco Brusarosco, è assegnato alla compagnia del Battaglione Vicenza, comandato da Cesare Battisti, destinato ad operare in Vallarsa. Durante l'attacco sferrato dal Battaglione sul Monte Pasubio, fra il 9 e 10 luglio, in seguito al mancato arrivo dei rinforzi, egli è catturato sul Monte Corno.
Condotto a Trento assieme a Cesare Battisti, sottoposto al giudizio del Tribunale militare e giudicato colpevole di alto tradimento, viene condannato a morte, e giustiziato mediante impiccagione il 12 luglio 1916 nella fossa del Castello del Buonconsiglio.
Sistema informativo degli archivi storici del Trentino-AST