Forma autorizzata del nome
Cappellania esposta di San Valentino, Vanza (Trambileno), 1905 novembre 16 - 1969 gennaio 12
Cappellania esposta di San Valentino
ente della chiesa cattolica
La frazione di Vanza dipendeva ecclesiasticamente dalla parrocchia di Trambileno alla cui chiesa si recavano i fedeli per l'assistenza spirituale. Per agevolare la popolazione, che con fatica nel 1851 era riuscita ad erigere la propria chiesa dedicata a San Valentino, fu concessa la presenza di un sacerdote per celebrare delle messe. Nella chiesa di San Valentino, che serviva anche la frazione di Pozzacchio, il sacerdote inviato dal curato celebrava la messa tutte le domeniche e nei giorni festivi, avendo cura di lasciare ai fedeli il tempo necessario per raggiungere la chiesa di San Mauro ed assistere alla messa cantata.
Il sacerdote di Vanza non aveva alcuna facoltà: per qualunque iniziativa doveva avere il consenso del curato e del parroco di Lizzana, da cui Trambileno a sua volta dipendeva (1).
Dopo la messa domenicale il sacerdote teneva la dottrina cristiana ai ragazzi e agli adulti e durante i mesi di scuola insegnava il catechismo; poteva ascoltare le confessioni, amministrare i sacramenti agli infermi e ai moribondi, distribuire la comunione tutto l'anno ad eccezione del periodo pasquale durante il quale tutti si dovevano recare a Trambileno. Il missario di Vanza non poteva battezzare, seppellire i morti, assistere ai matrimoni o raccogliere i biglietti pasquali: tutti i diritti di stola spettavano al curato di Trambileno (2).
Nel 1898 i capifamiglia di Vanza e Pozzacchio si attivarono presso le competenti autorità civili per ottenere un contributo per il mantenimento di un cappellano esposto (3). Solo nel 1905 la richiesta della popolazione di erigere in Vanza una cappellania esposta venne accolta e il 16 novembre il vescovo Celestino Endrici ne decretò la fondazione (4). Il confine della cappellania era compreso nel circondario delle frazioni di Vanza e Pozzacchio.
In seguito all'erezione della cappellania esposta di Vanza, la curazia di Trambileno, dalla quale la nuova espositura dipendeva, dovette rinunciare al secondo cooperatore essendo venuta meno la necessità di inviare un missario nella frazione. La nomina del cappellano di Vanza era riservata all'Ordinariato, mentre al Comune spettava l'onere del suo mantenimento. Rimanevano invece a carico della frazione procurare l'abitazione, tenere in buono stato il cimitero, curare la fabbrica della chiesa e provvedere a tutti i suoi arredi.
Il cappellano, che doveva risiedere a Vanza, celebrava la messa domenicale e festiva, teneva la dottrina cristiana, spiegava il catechismo a scuola, ascoltava le confessioni, amministrava l'Eucarestia e l'Estrema unzione, poteva distribuire e raccogliere i biglietti pasquali, poteva fare particolari funzioni durante l'anno ecclesiastico, tenere processioni entro il territorio dell'espositura.
Il 10 gennaio 1906 l'Ordinariato concesse al sacerdote di Vanza il permesso di battezzare nella chiesa di San Valentino i neonati delle due frazioni, a condizione di inviare entro otto giorni dal battesimo i dati all'ufficio curaziale di Trambileno per le dovute registrazioni; anche il rilascio dei relativi certificati spettava esclusivamente a quell'ufficio (5). Egli non poteva tenere in sacrestia un formale registro dei nati e battezzati, ma aveva facoltà di tenerne uno privato: su questo don Evaristo Fait fece la prima annotazione il 20 maggio 1906 (6). Anche per quanto riguarda il registro dei morti, aveva facoltà di tenerne uno privato (7). Tutti gli affari matrimoniali spettavano esclusivamente al curato di Trambileno, che poteva però delegare di volta in volta il cappellano esposto a benedire i matrimoni di persone appartenenti a Vanza e Pozzacchio; il sacerdote poteva anche in questo caso tenere un registro privato.
I capitoli fra il curato di Trambileno e il cappellano esposto di Vanza vennero stipulati i 5 marzo 1909 (8).
Nel 1911 il cappellano di Vanza fu autorizzato a tenere presso di se le matricole di nascita, di matrimonio e di morte; ebbe inoltre la facoltà di rilasciare attestati.
ELENCO CAPPELLANI ESPOSTI
[1902-1906] Luigi Lucchi
1906-1911 Evaristo Fait
1911-1947 Pietro Serafini
1947-1949 Silvio Riz
1950-1953 Giovanni Dellagiacoma
1954-1959 p. Policarpo Maria Gottardi
1959-1969 Dario Cologna
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