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85° Corpo vigili del fuoco, Trento, 1936-1954 - Ente

 

Tipologia

Ente

 

Forma autorizzata del nome

85° Corpo vigili del fuoco, Trento, 1936-1954  Linked Open Data: san.cat.sogP.87055

 

Altre denominazioni

Corpo provinciale pompieri di Trento Corpo provinciale vigili del fuoco di Trento 85° Corpo vigili del fuoco

 

Tipo ente

Stato

 

Descrizione

Il servizio antincendi sul territorio della provincia di Trento è organizzato su base comunale fino a quando, nel 1935, il regio decreto legge 10 ottobre 1935, n. 2472 (1) provvede alla sua organizzazione su base provinciale con il coordinamento nazionale del Ministero dell'Interno. E' istituito il Corpo pompieri per la prevenzione e l'estinzione degli incendi e per i soccorsi tecnici in genere. Tale Corpo consta di un organo con funzioni tecniche di indirizzo e di coordinamento, l'Ispettorato centrale dei pompieri, con sede presso il Ministero dell'Interno, e da tanti Corpi pompieri provinciali quante sono le province del Regno. I corpi provinciali sono costituiti da un Comando provinciale e da un Corpo pompieri con sede nel capoluogo di provincia e un numero variabile di distaccamenti nelle sedi minori. Nel 1952 l'85° Corpo dei vigili del fuoco di Trento comprendeva, oltre al Corpo con sede nel capoluogo, altri 20 distaccamenti con sede nei Comuni di: Ala, Arco, Borgo, Cavalese, Cles, Condino, Fondo, Levico, Mori, Malé, Mezzolombardo, Pergine, Pinzolo, Predazzo, Primiero, Riva, Rovereto, Strigno, Tione e Villalagarina (2). Per effetto delle norme per la prima applicazione del decreto di istituzione del servizio (3), il comandante dei pompieri di Trento è interinalmente incaricato delle attribuzioni demandate al Comando provinciale pompieri dal regio decreto legge 10 ottobre 1935, n. 2472. Il Comando provinciale dei pompieri di Trento è attivo già nei primi mesi del 1936, come risulta da una delibera provinciale relativa alle spese per l'allestimento dell'ufficio del Comando di data 14 aprile 1936 (4). La sede è quella del disciolto Civico corpo comunale di Trento. Tutti i servizi pubblici di prevenzione ed estinzione incendi e dei soccorsi tecnici, nonché gli impianti ed i materiali di tutti i servizi esistenti in provincia, passano in gestione al Comando provinciale pompieri. Impianti e materiali rimangono però di proprietà dei singoli Comuni. La denominazione di "vigili del fuoco" viene attribuita al corpo con regio decreto legge 16 giugno 1938 n. 1021 (5). Nel 1939, nell'imminenza del secondo conflitto mondiale, per effetto del regio decreto legge "Nuove norme per l'organizzazione dei servizi antincendi" (6) è istitutito il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, posto alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno (art. 1). La nuova legge disciplina in modo più completo ed ampio l'organizzazione dell'istituzione, mantenendola però inalterata nel suo ordinamento generale. Istitutisce come ripartizione organica del Ministero dell'Interno la Direzione generale dei servizi antincendi (art. 3), che si assume il compito di coordinamento dei corpi provinciali già demandato all'Ispettorato centrale pompieri. Fanno parte del Corpo nazionale tanti Corpi provinciali quante sono le province del Regno (art. 2), come già dal 1935. Disciplina invece ex novo il personale per quel che riguarda il reclutamento, l'ordinamento gerarchico e il trattamento economico. Si esprime in modo più completo sulla gestione finanziaria dell'ente ed in merito all'organizzazione dei servizi, specificando meglio obblighi e compiti degli organi centrali e periferici, delle amministrazioni provinciali. La legge successiva, la legge 27 dicembre 1941, n. 1570, porta ancora il titolo: "Nuove norme per l'organizzazione dei servizi antincendi" (7), abroga tutte le norme precedenti senza però portare cambiamenti sostanziali nell'organizzazione dei servizi antincendi. Viene a modificarsi la denominazione dei Corpi provinciali, che a partire dal 1942 si distinguono fra loro per una numerazione progressiva data sulla base dell'ordine alfabetico del nome del capoluogo. 94 sono i Corpi provinciali corrispondenti alle province del Regno, Roma cede ad Agrigento il n. 73 per avere il n. 1, Trento è il n. 85, Bolzano il 15. A partire da questa data il Corpo permenente dei vigili del fuoco di Trento si chamerà "85° Corpo dei vigili del fuoco di Trento". Per far fronte all'emergenza causata dalla guerra, nel frattempo, si era reso necessario integrare le forze del personale permanente del Corpo nazionale vigili del fuoco. La legge 2 ottobre 1940, n. 1416 (8) autorizzava il Ministero dell'Interno a disporre il richiamo in servizio continuativo "di personale delle categorie dei volontari e degli incaricati, nonché dei pensionati del Corpo stesso che risultino idonei allo speciale servizio, nella misura complessiva di 150 ufficiali, 2350 sottufficiali e 7500 fra vigili scelti e vigili" (art.1). Circa 1200 volontari risultano destinati ai corpi di Roma, Genova e Milano. Anche l'85° Corpo provinciale di Trento passa da 25 a 200 uomini (9). Nei casi di calamità grave infatti il personale permanente dei Corpi e quello volontario veniva militarizzato e nel periodo bellico l'organizzazione fu dotata di armamento, anche se di tipo leggero...

 

Sistema aderente

Sistema informativo degli archivi storici del Trentino-AST

 

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