Forma autorizzata del nome
Comune di Fanna, Fanna (Pordenone), 1819 -
ente pubblico territoriale
La storia di Fanna, risalirebbe almeno all'età romana: infatti rinvenimenti di resti di insediamenti romani, e lo stesso nome Fanna , derivato probabilmente dal latino "fanum" - luogo sacro - fanno ritenere appunto romane le origini dell'insediamento.
Fino al 1584, comunque, la storia di Fanna risulta legata strettamente a quella dell'odierno Cavasso Nuovo, originariamente Fanna di Sopra; così, fino al 1584 appunto, con la denominazione Fanna, si poteva intendere, sia Fanna che l'odierno Cavasso Nuovo.
Feudo dei conti Polcenigo, dipendeva ecclesiasticamente dall'abbazia di Pomposa, che aveva a Fanna una dipendenza: la chiesa, poi abbazia, di San Martino. Nel corso del XII secolo vi furono aspri contrasti per il possesso di San Martino tra il vescovo di Concordia e i benedettini dell'abbazia di Pomposa, nonchè tra gli stessi abitanti di Fanna e Cavasso Nuovo.
Seguì le sorti del Friuli: con l'occupazione francese entrò a far parte del Dipartimento del Tagliamento, Distretto di Spilimbergo, Cantone di Maniago, come Comune di III classe, mentre con la Restaurazione, e l'istituzione del Regno del Lombardo Veneto, fece parte della Provincia del Friuli, Distretto di Maniago. Nel 1819 venne concesso il Consiglio Comunale, senza "Ufficio proprio" al posto del "Convocato generale degli Estimati" e nel 1866 venne annesso al Regno d'Italia.
Appartiene oggi alla Provincia di Pordenone. Nel 1976 venne danneggiato dal terremoto.
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