Associazione degli industriali della provincia di Cagliari
Tipo Soggetto Conservatore:
- arte/associazione di categoria/collegio/ordine
Nel 1925 nasce la "Federazione degli industriali della provincia"; a capo della Federazione, a cui avevano aderito un centinaio di imprese (con esclusione di quelle minerarie, rimaste inquadrate nella loro associazione), era stato eletto l'ingegner Giulio Dolcetta, il potente capo del Gruppo elettro-irriguo sardo, che ricoprì quest'incarico sino al 1933.
L'anno dopo, con l'istituzionalizzazione delle rappresentanze sindacali (la c.d. "Carta del lavoro"), anche la Confindustria nazionale aveva dovuto aggiungere l'aggettivo "fascista" alla sua denominazione, mentre la Federazione cagliaritana, in base a quella stessa legge, diveniva "Unione industriale fascista della provincia di Cagliari". Contestualmente, in base all'obbligo di unicità nelle rappresentanze sindacali, veniva sciolta l'Associazione fra gli Esercenti delle miniere, per cui anche quelle imprese confluiranno nell'Unione cagliaritana (dicembre 1926). L'organizzazione guidata da Dolcetta aveva così assunto la rappresentanza della totalità delle imprese industriali della provincia.
Con la fine del fascismo l'Unione venne soppressa e rifondata nel 1944 come "Libera associazione degli Industriali di Cagliari". La rinascita dell'organizzazione fu voluta da oltre 500 associati (rappresentanti oltre 22 mila dipendenti) che avevano chiamato alla presidenza l'ingegner Enrico Musio, direttore delle miniere di Monteponi (manterrà poi la carica per 26 anni, fino al giugno del 1970). Nel 1950 l'ente assume la denominazion...
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Si
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