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Montedison, Scienza per l'arte, 1984

Il filmato mette in luce l'importanza che i computer e i nuovi mezzi tecnici messi a disposizione dalla chimica e dalla fisica rivestono nel campo della conservazione e del restauro delle opere d'arte. Il film ci offre alcuni esempi di applicazione di questi nuovi metodi sulla formella del Ghiberti del Battistero di Firenze, sul Crocefisso di Cimabue della chiesa di S. Croce e sulla Pietà di Michelangelo in S. Pietro a Roma. L'utilizzo dei computer permette analisi approfondite e precise della composizione chimica dell'opera d'arte: una prima analisi consente di studiare la superficie dell'opera attraverso una radiografia a raggi gamma, segue un'analisi più sofisticata che si serve del microscopio ottico e di quello elettronico a scansione. Questo tipo di indagine è molto utile per risolvere i problemi di identificazione e attribuzione dell'opera d'arte. L'analisi per assorbimento atomico permette di calcolare gli elementi presenti nel campione analizzato e la diffrazione a raggi X consente di conoscere i composti cristallini del campione in esame. Lo studio di questi elementi permette di valutare con esattezza il tipo di intervento di restauro da attuare, Regia di Paolo Parrini, 1984 (Archivio nazionale del cinema d'impresa, Fondo Montedison)