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Archivio del Principato Vescovile di Trento - Sezione latina (1018 - fine sec. XVIII)

Diploma di conferimento dello stemma di San Venceslao, la famosa aquila, attuale emblema della Provincia autonoma di Trento

 
 

Descrizione

La Sezione Latina costituisce una serie fondamentale dell'Archivio Principesco Vescovile trentino ed è composta da oltre 7200 unità di conservazione, contenenti in totale circa 7300 unità archivistiche semplici e complesse, fra carte sciolte, fascicoli, pergamene, registri e volumi. Le unità sono conservate in 85 “capsae” tematiche, ognuna delle quali recante un titolo specifico, che indica la tipologia complessiva del suo contenuto. La documentazione copre l’intervallo cronologico compreso fra l'anno 1018 ed il tardo secolo XVIII°. La serie comprende pure due “capsae” aggiuntive di “Miscellanea”, costituite a Innsbruck nei primi decenni dell’Ottocento (post 1812), con documenti provenienti per buona parte dall’archivio vescovile tridentino e da archivi di diversi altri soggetti produttori, solo alcuni dei quali identificati con sicurezza. In queste due “capsae” si trovano collocate 211 unità di conservazione, contenenti in totale 243 unità archivistiche, con documentazione compresa fra il 1191 ed il 1785.

Le prime operazioni di sistemazione delle pergamene dell’archivio vescovile (quelle che tre secoli più tardi avrebbero costituito il nucleo storico della Sezione Latina), vanno ascritte all’opera di Federico Wanga, vescovo di Trento dal 1207 al 1218. Dopo le perdite subite nel corso delle rivolte i scoppiate a Trento tra il tardo secolo XII° e gli inizi del successivo, il presule fece ricostruire il palazzo vescovile attiguo alla cattedrale, parzialmente rovinato dall’incendio di vent’anni prima, vi fece sistemare i documenti recuperati e si fece promotore della redazione del “Liber Sancti Vigilii”, il più antico e prestigioso cartulario della Chiesa tridentina, conosciuto sotto la denominazione moderna di “Codex Wangianus Minor”. Il codice assunse il duplice ruolo di presidio documentario delle prerogative del principato ecclesiastico di Trento e di primo, importante strumento di consolidamento e conservazione della documentazione d’archivio.
Trasportato nel 1255 dal palazzo vescovile al castello del Buonconsiglio per iniziativa del vescovo di Trento Egnone, conte di Appiano, incrementato e progressivamente sistemato lungo i secoli XIII° – XIV°, l’archivio vescovile subì pesanti menomazioni ai primi del Quattrocento, nel contesto della rivolta cittadina del 1407, con la città di Trento posta a saccomanno dalle truppe ducali austriache e con il vescovo Giorgio di Liechtenstein-Nikolsburg estromesso dal governo del principato. Federico IV° d’Asburgo “Tascavuota”, duca d’Austria e conte del Tirolo, fece allora sequestrare e asportare la collezione libraria vescovile, con molte suppellettili e oggetti sacri dalla residenza del Buonconsiglio; con essa anche gran parte dell’archivio vescovile trentino, che fu trasferito a Innsbruck.
A seguito poi di un accordo stipulato con il principe vescovo di Trento, Bernardo Cles (1514 – 1539), Ferdinando I° d’Asburgo, re dei Romani, provvide, ma solo nel 1532, a restituire al vescovo stesso, suo cancelliere supremo, i documenti sottratti all’archivio vescovile di Trento. Alla reversale di restituzione, rilasciata dal vescovo a re Ferdinando con la data di Innsbruck, 18 febbraio 1532, è accluso l’elenco sommario dei documenti restituiti, composto da circa 1450 unità inventariali. Il vescovo Cles colse l’occasione per mettere in atto operazioni di inventariazione completa dell’archivio vescovile e di compilazione di un repertorio, realizzate immediatamente, tra il 1532 ed il 1534. Appoggiandosi alla consulenza di Wilhelm Putsch e Georg Resch, segretari e archivisti presso l’archivio comitale principesco di Innsbruck ai primi decenni del Cinquecento, i segretari del vescovo Cles procedettero alla stesura di un repertorio in lingua tedesca (oggi conservato presso il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck), nel quale la documentazione vescovile, sia quella da poco accolta in rientro da Innsbruck, sia quella prodotta a Trento dal 1407 sino ai primi anni Trenta del Cinquecento, appare ripartita in 74 “capsae” tematiche. E' nata così la struttura portante di quella che, a metà Settecento, sarebbe stata denominata “Sectio Latina”.
Sotto l’impulso dell’iniziativa clesiana e, poi, nel corso dei secoli XVI° – XVII°, l’Archivio Principesco Vescovile trentino assunse la sua configurazione moderna, prossima a quella rilevabile a tutt'oggi:
- da una parte l’archivio vescovile segreto, o”thesaurus”, collocato sino al primo Ottocento in appositi locali della cosiddetta Torre di Augusto del castello del Buonconsiglio, formato dalla Sezione Latina e dalla Sezione Tedesca; vi erano conservati i documenti più importanti relativi allo status e alle prerogative eminenti del principato ecclesiastico trentino, quali i diplomi imperiali dei secoli XI° – XII°, collocati (allora come oggi) nella prima “capsa” della serie latina, titolata “Stifft” nel Cinquecento e “Fundatio tridentini principatus” nel Settecento;
- dall’altra, l’archivio di cancelleria, costituito dalla documentazione spedita e ricevuta da quell’ufficio nell’espletamento della sua attività, quale ‘terminale burocratico’ del Consiglio Vescovile (“Aulico” nel Settecento), supremo organo politico e giudiziario del principato, presieduto dal principe vescovo governante pro tempore.
Tra il 1759 e il 1762, su autorizzazione del principe vescovo di Trento, Francesco Felice Alberti d’Enno, e sotto il controllo di Giovanni Paolo Ciurletti, consigliere aulico di Trento e prefetto dell’archivio vescovile del Buonconsiglio, i francescani di San Bernardino in Trento, padre Giuseppe Ippoliti da Pergine e padre Angelo Maria Zatelli da Trento, compirono la fondamentale opera di riordino e inventariazione completa della Sezione Latina, prima partizione dell’archivio vescovile segreto, utilizzando come base l’impianto allestito in età clesiana. L’esito dell’opera è rappresentato dal “Repertorium” da loro compilato, contenente i regesti di oltre 7200 documenti.
 
A partire dal 1803-1805 (secolarizzazione del Principato vescovile di Trento; trasferimento in Austria di parte dell’archivio vescovile) e fino al 1919 (rientro dall’Austria dei materiali archivistici; costituzione dell’Archivio di Stato di Trento), la serie seguì ovviamente le vicende dell’archivio dell’ente soppresso. I vari trasferimenti dell’archivio vescovile tridentino (da Trento a Innsbruck, Vienna e Monaco ai primi dell’Ottocento; da queste sedi, il ritorno a Trento presso l’Archivio di Stato), e le dispersioni dovute a sottrazioni e dislocazioni, furono causa delle perdite subite anche dalla “Sezione Latina”. Le oltre 7500 unità archivistiche che erano state conteggiate verso fine del Settecento vanno perciò diminuite di una quantità stimabile intorno a 150 – 200; molti degli elementi mancanti (per gran parte pergamene, ma non solo) sono stati individuati a Innsbruck, presso il Tiroler Landesarchiv (serie Urkundenreihe e Parteibriefe), ed anche presso il Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum (serie Urkunden e Rollen); inoltre a Trento, presso la Biblioteca Comunale, nei fondi “Manoscritti”, “Diplomatico” e “Congregazione di Carità”.
 
Il progetto di schedatura scientifica, riproduzione digitale e pubblicazione in rete
Nel 2006 l'Archivio di Stato ha iniziato un lungo cammino verso la schedatura scientifica integrale della serie, al fine della sua pubblicazione in SIAS; contemporaneamente ha avviato un accordo con la Provincia Autonoma di Trento, Soprintendenza per i Beni Librari e Archivistici, per la sua riproduzione digitale. Il progetto si va attuando per stralci operativi e metterà progressivamente in rete il cospicuo patrimonio documentario con apparato descrittivo(documenti e sigilli) ed immagine.
  
L'Inventario elettronico della Sezione latina dell’Archivio del Principato Vescovile di Trento è consultabile al seguente link: http://www.archivi-sias.it/consulta_dettagli_albero.asp?IST_ID_Elemento=890500000&DettagliRootNode=890500614
 
Archivio di Stato di Trento, in MIBAC, UCBA, Guida Generale degli Archivi di Stato Italiani, vol.IV, Roma, 1986, pp.665-726   http://www.maas.ccr.it/PDF/Trento.pdf